Microsoft, Apple e Google pagano meno tasse sui ricavi generati all’estero

I tre colossi Apple, Google e Microsoft utilizzano una serie di soluzioni fiscali per pagare meno tasse sui profitti generati all’estero. Ora le tre aziende finiscono però nel rimino della  Security and Exchange Commission in USA e di altre indagini in Francia e Spagna.

Tali indagini, però, potranno solo appurare quanto gli esperti già sanno: questa tassazione minima sui ricavi generati all’estero è possibile grazie ad una vera e propria ingegneria fiscale, con soluzioni studiate da grandi esperti del settore, e dalle condizioni favorevoli stabilite in Irlanda. Insomma, i tre colossi pagano sì gli ingegneri informatici, ma anche esperti fiscali…

Dal report risulta che Google ha dichiarato 7,6 miliardi di dollari di ricavi all’estero e 4,7 miliardi di ricavi negli USA: l’ammontare delle tasse è di 2,3 miliardi di dollari per gli Stati Uniti e di soli 248 milioni di dollari per l’estero. Stesse percentuali anche per Microsoft e Apple, che pagano rispettivamente, solo l’8% e il 2,5% di tasse sui ricavi all’estero.

Gli esperti contabili delle tre aziende hanno elaborato delle complesse strategie fiscali, che consentono di risparmiare sensibilmente in termini di tasse. Tutto, infatti, sembrerebbe in regola e sarebbe reso possibili dalle condizioni favorevoli in Irlanda, paese scelto da Apple, Google e Microsoft come sede operativa per l’Europa. Quindi, le tre società sfruttano il regime fiscale irlandese emettendo fatture da quel paese, e riescono così a pagare meno tasse grazie ad una normativa locale che permette di trasferire all’estero i benefici fiscali e ad evitare l’imposta del 12,5% a cui sono soggette le società irlandesi.

FONTE: iPhoneItalia

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Lorenzo Lanzarone

Administrator
Software Engineer presso Open Data. Administrator di TechEarthBlog e ViewSoftware. Laureato in Informatica per il Management. Sito web: www.lorenzolanzarone.it